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C’è un cliente che è entrato da te tre mesi fa, ha comprato, ti è pure sembrato contento. Poi più niente. Non è arrabbiato, non ha trovato di meglio dall’altra parte della strada. Si è semplicemente dimenticato di te, e nel tuo daffare quotidiano tu ti sei dimenticato di lui.

Ti ho già mostrato che l’80% dei clienti compra una volta sola e non torna per un anno intero. Quello era il problema. Qui parliamo di cosa fare, concretamente, per riportarlo dentro. Perché sperare che torni da solo non è una strategia.

Richiamarli a mano è impossibile, e lo sai

Immagina di farlo davvero, a mano. Dovresti tenere a mente, cliente per cliente, quanto tempo è passato dall’ultima volta che è venuto. Accorgerti che la signora Rossi non si fa vedere da due mesi. Trovare il suo numero, scriverle qualcosa che non suoni come una scocciatura, e poi rifarlo per la seconda, per la decima, per la centesima persona.

Non succederà mai. Non perché non ne hai voglia, ma perché la tua giornata è già piena di clienti da servire, ordini da fare, conti da chiudere. La buona intenzione muore nel tran tran quotidiano. Ed è per questo che quegli ottanta clienti su cento continuano a uscire e a non tornare.

Cliente riceve sullo smartphone il messaggio di richiamo del negozio

Cosa significa richiamare i clienti in automatico

Qui cambia tutto. Un sistema di richiamo automatico tiene d’occhio per te, cliente per cliente, quanto tempo è passato dall’ultima visita. Nel momento in cui qualcuno supera una soglia che decidi tu, gli invia da solo il messaggio giusto, con l’offerta giusta. Tu lo imposti una volta, e lui lavora tutti i giorni al posto tuo.

La parola importante è “decidi tu”. Non un richiamo generico dopo sette giorni uguale per tutti. Sei tu a stabilire dopo quanti giorni di assenza far scattare la campagna, perché nessuno conosce il ritmo del tuo negozio meglio di te.

Lo stesso meccanismo, adattato al tuo negozio

Il bello è che la logica è sempre la stessa, cambiano solo la soglia e il premio.

Un parrucchiere o un centro estetico: se il cliente non usa la tessera da 60 giorni, parte in automatico un coupon con una data di scadenza, per spingerlo a riprendere appuntamento.

Un ristorante: il cliente non viene da tre mesi? Gli arrivano da soli una email e un SMS con un coupon a scadenza, magari un dolce in omaggio o una bottiglia di vino per la prossima cena.

Un negozio: il cliente non compra da oltre sei mesi? Un invito automatico a usare uno sconto percentuale prima che scada. È esattamente il principio della campagna riporta indietro i clienti pigri: stesso schema, mille applicazioni.

Come impostare il richiamo, in pratica

Non serve essere tecnici. Servono quattro decisioni.

La soglia. Dopo quanti giorni di assenza un cliente va richiamato? Guarda il tuo ciclo d’acquisto: pochi giorni per un bar, mesi per un negozio di scarpe.

L’offerta con una scadenza. Non uno sconto generico, ma un motivo con una data. L’urgenza è ciò che trasforma il “ci penso” in “ci vado adesso”.

Il canale. Email e SMS insieme aumentano le probabilità che il messaggio venga letto davvero. Uno rinforza l’altro.

L’automazione. Imposti tutto una volta e te ne dimentichi. Il sistema controlla ogni giorno chi ha superato la soglia e invia da solo, mentre tu sei al banco a servire chi è già in negozio.

Le automazioni lavorano anche quando tu sei occupato

Il bello delle automazioni è proprio questo: lavorano anche quando tu sei impegnato a servire i clienti. Qui trovi come funzionano quelle che uso con i negozi che seguono Simsol.

Il cliente che non torna non è perso. È solo in attesa di un motivo per farlo. L’unica differenza tra chi lo recupera e chi lo lascia andare è avere un sistema che se ne ricorda al posto tuo, ogni singolo giorno.