Cerchi un software di fidelizzazione per il tuo negozio e ti trovi davanti a offerte che vanno da 192 euro l’anno a 149 al mese. Prima di capire quale conviene, ti serve sapere una cosa: quei numeri non misurano la stessa cosa.
Ho messo a confronto sei soluzioni italiane guardando quello che ciascuna dichiara pubblicamente sul proprio sito, il 31 agosto 2026. Prezzi, funzioni, limiti. Dove un dato non è pubblicato l’ho scritto, perché anche quello dice qualcosa.
Ti anticipo la conclusione, così se non ti interessa il resto non perdi tempo: se hai meno di cinquecento clienti in anagrafica, la soluzione più economica ti basta e non serve che leggi oltre. Il resto di questo articolo parla di cosa succede quando quel numero cresce.
Il confronto
| Prezzo dichiarato | Clienti inclusi | Integrazione con la cassa | Automazioni | Avviamento | |
|---|---|---|---|---|---|
| Shopping Plus | 192 € / 328 € / 444 € l’anno | 500 (upgrade su richiesta) | Non dichiarata | Non dichiarate | Formazione e assistenza incluse |
| Smshosting | Da 14 €/mese (250 card nel piano Premium) | Secondo il piano | Non dichiarata | Sì | Prova gratuita 30 giorni |
| CubApp | Non pubblicato | Non dichiarati | Non dichiarata | SMS marketing | Non dichiarato |
| Loymatic | Non pubblicato | Non dichiarati | Non dichiarata | Non dichiarate | Non dichiarato |
| Softvision | Non pubblicato | Non dichiarati | Non dichiarata (solo API) | SMS e MMS | Non dichiarato |
| Simsol | 149 €/mese | 5.000 | Danea EasyFatt, Best Store, Maser, Accord, MagicStore | Illimitate, incluse nel canone | 600 / 900 / 1.200 € con formazione del personale |
Dati letti sui siti dei fornitori il 31 agosto 2026. I prezzi di Shopping Plus sono IVA esclusa con pagamento annuale anticipato. Le condizioni cambiano: prima di decidere controlla la fonte.
Quella colonna quasi tutta vuota
Guarda la colonna dell’integrazione con la cassa. Su sei soluzioni, cinque non dicono con quale programma di cassa funzionano.
Non è una dimenticanza da poco, perché è la prima domanda che mi fanno i negozianti: “ma i miei scontrini ci entrano da soli o devo battere tutto due volte?” Se il software non legge la cassa, qualcuno in negozio deve inserire a mano ogni acquisto per far salire i punti. Funziona per una settimana. Poi arriva il sabato pomeriggio con la fila, e da lì in avanti l’anagrafica si riempie a metà.
Io le casse con cui lavoro le scrivo, e sono cinque. Se la tua non è nell’elenco chiedimelo: nella maggior parte dei casi si fa, e se non si fa te lo dico prima di venderti qualcosa.
Le due domande a cui il tuo software dovrebbe saper rispondere
Prova a fartele adesso, sul programma che usi oggi.
Chi sono i tuoi venti clienti migliori? Non i venti che hanno speso di più in assoluto: quelli che tornano spesso, spendono bene e sono passati di recente.
Chi ti sta abbandonando in questo momento? Quelli che venivano ogni tre settimane e da tre mesi non si vedono. Non sono ancora persi: fra due mesi sì.
Se il tuo software non sa rispondere, tiene un archivio, non fa fidelizzazione. Il meccanismo che risponde a queste due domande si chiama analisi RFM, cioè recenza, frequenza e valore: mette i clienti in gruppi in base a quando sono passati l’ultima volta, quanto spesso tornano e quanto lasciano in cassa. Ne parlo per esteso nella pagina su analisi e segmentazione.
Quasi tutti dichiarano di “profilare i clienti”. Profilare vuol dire tenere i dati. La domanda vera è un’altra: quei dati ti dicono chi chiamare lunedì mattina?
Le automazioni: la differenza tra un archivio e un programma fedeltà
Una tessera senza campagne collegate è una raccolta di nomi che prende polvere. Quello che sposta i numeri sono i messaggi che partono da soli quando succede qualcosa: il cliente si iscrive, compie gli anni, matura il premio, sparisce da novanta giorni.
Nel canone di Simsol le automazioni sono illimitate. Una o dieci, il prezzo non cambia, perché il costo per me è lo stesso e non mi interessa che tu ne usi poche per risparmiare. Ho scritto quali funzionano meglio nel pezzo sulle automazioni per generare vendite.
Fra i sei confrontati, Smshosting dichiara messaggi automatici, ed è normale: nasce come piattaforma di invio. Softvision si ferma a SMS e MMS. Gli altri tre non dichiarano automazioni collegate agli eventi del programma.
Quando non sono io la scelta giusta
Te lo dico chiaro perché preferisco perdere un preventivo che gestire un cliente scontento.
Hai meno di cinquecento clienti in anagrafica. Shopping Plus parte da 192 euro l’anno, meno di quello che pagheresti in un mese con me. A quel volume non hai niente da segmentare e l’integrazione con la cassa ti fa risparmiare pochi minuti al giorno. Compra quello.
Vuoi solo la tessera che accumula punti. Se il programma fedeltà per te finisce lì, staresti pagando funzioni che non useresti.
Non hai nessuno che ci creda in negozio. Questa è la più importante e non la risolve nessun software, né il mio né quello degli altri. Se chi sta in cassa allunga la card senza dire una parola, il programma è morto il primo giorno. Ci ho scritto sopra un articolo intero: la card non fidelizza, il rito con cui la consegni sì.
Sopra i duemila clienti il discorso si ribalta, ed è lì che il conto cambia: a cinquemila clienti il mio canone costa trentasei centesimi per cliente all’anno. E sopra i cinquecento clienti, il prezzo degli altri non lo trovi scritto da nessuna parte.
Fai il conto prima di comprare
C’è una cosa che non ho trovato su nessuno degli altri cinque siti: uno strumento per calcolare quanto ti rende il programma prima di firmare.
L’ho messo dentro la pagina dei prezzi. Metti i tuoi numeri, cioè scontrino medio, clienti al mese, quante volte tornano e il tuo margine, e vedi in quanti mesi vai in pari. Se il numero non ti convince, non comprare. Preferisco che tu lo scopra in trenta secondi sul mio sito invece che dopo sei mesi di canone.
I valori di partenza sono le medie che leggo sui negozi che seguo, e sulla pagina trovi scritto quali sono osservati e quali sono stime prudenti. Non è un preventivo travestito da calcolatore.
Come scegliere, in tre mosse
Conta i clienti che hai in anagrafica e quante volte tornano in un anno. Sotto i cinquecento, prendi la soluzione economica e rileggi questo articolo fra un anno.
Chiedi a ogni fornitore due cose per iscritto: con quale programma di cassa si integra, e cosa succede ai tuoi dati se un giorno smetti. Sono le due risposte che separano un fornitore da un venditore.
Chiedi una prova con i tuoi numeri veri, non con i dati di esempio della demo.
Se vuoi che il conto lo facciamo insieme sui numeri del tuo negozio, scrivimi: ti dico anche se secondo me non ti conviene.